Tokyo : Mille volti, mille silenzi
Ho amato Tokyo fin dal primo momento.

Dopo Naoshima, ho preso il traghetto per raggiungere Takamatsu, capitale dell'isola di Shikoku.
Meno conosciuta dai turisti, quest'isola è celebre per il pellegrinaggio degli 88 templi, una sorta di Compostela giapponese che attraversa montagne e villaggi. Avendo solo quattro giorni a disposizione, ho scelto di iniziare da questo luogo che respira ad un altro ritmo, più lento, quasi d'altri tempi.
A Takamatsu, ho scoperto il giardino Ritsurin, considerato uno dei più belli del Giappone. Sentieri sinuosi, colline dolci, pini potati alla perfezione e una casa da tè dal tetto di paglia che sembrava appartenere a un'altra epoca.
Libro d'Ombra mi tornava spesso alla mente: l'idea che la bellezza non risieda solo in ciò che si vede ma anche in ciò che si intuisce attraverso le sfumature di luce e di silenzio.
Poi, per caso, è arrivato un messaggio su Instagram. Era Nana, una delle ragazze incontrate a Naoshima. Mi proponeva di venirmi a prendere in macchina per farmi scoprire la sua città.
Ho accettato senza esitazione. Ed è stata un'esperienza splendida. Mi ha portata fino al monte Yashima, dove si trova l'84º tempio del pellegrinaggio di Shikoku. Al calare della sera, il panorama si è aperto sul mare, immerso in una luce morbida. Mi sono sentita come Murakami lo descrive talvolta: in cammino verso qualcosa di invisibile, con la certezza che il percorso conta più della destinazione.

L'ho soprannominata Nana the Super Girl, come l'eroina di un manga degli anni 80. Libera, spontanea, generosa.
In seguito, Nana mi ha fatto assaggiare dolci locali e poi abbiamo cenato in un piccolo ristorante dove abbiamo incontrato i suoi amici.
Lei parlava pochissimo inglese, io non conoscevo una parola di giapponese. Così abbiamo conversato con Google Translate, con i sorrisi e con i gesti. E alla fine siamo riuscite a raccontarci le nostre vite in questo linguaggio approssimativo ma sincero.
Ho scoperto che faceva la logopedista e le ho raccontato del mio lavoro nell'umanitario e delle missioni svolte con Medici Senza Frontiere in Africa, anche se non sono medico. Mi ha fatto sorridere il fatto che non sapesse dove fosse Bruxelles, la città un cui vivo da anni, mentre mi ha confidato che il suo sogno erara visitare l'Italia.

Questo incontro mi ha ricordato ciò che amo dei viaggi: quei momenti imprevisti in cui, nonostante le barriere linguistiche, si riesce a capirsi in un altro modo.
Un po' come nei romanzi di Banana Yoshimoto, dove l'essenziale passa attraverso dettagli semplici e condivisi. O come in La gente di via dei sogni e La biblioteca dei sogni segreti, che mostrano come le piccole storie tessano un'umanità comune.
Ho amato Tokyo fin dal primo momento.
Dopo diverse settimane di viaggio, ho concluso il mio itinerario con due destinazioni molto diverse tra loro : Kobe, celebre porto aperto sul mondo, e Hakone, rifugio immerso nella natura e negli onsen, i tradizionali bagni termali, situato fra le montagne.