E poi ci sono stati i gatti. Ho una vera passione per loro. Leggendo Un gatto per i giorni difficili di Ishida Syou, ho capito che questo legame non e' solo un'affezione personale agli animali domestici: in Giappone, i gatti portano qualcosa di riparatore, di profondamente umano.
Infine, La Gente della strada dei sogni di Teru Miyamoto e Quello che cerchi è in biblioteca de Michiko Aoyama che raccontano la ricchezza delle vite ordinarie e il calore degli incontri inattesi. Ogni personaggio, con i suoi sogni modesti, mi ha fatto immaginare che il Giappone non si viva soltanto nei templi o nei paesaggi sublimi, ma anche nel brusio discreto dei suoi abitanti.
Così sono partita. Da sola.
Durante queste tre settimane ho visto, ascoltato, assaggiato, camminato, aspettato. Tutto ciò che cercavo era lì: l'equilibrio tra modernità e tradizione, la bellezza del dettaglio, la natura sublimata, i luoghi carichi di storia e spiritualità. Sono stata colpita da un'estetica onnipresente – nell'architettura, nei piatti, negli oggetti. Tutto sembra pensato, allineato, ispirato.