Tokyo : Mille volti, mille silenzi
Ho amato Tokyo fin dal primo momento.

"Credevo nel sole".
È ciò che dice Klara nel romanzo di Kazuo Ishiguro Klara e il Sole. Klara è un'androide, ma dotata di una fede ingenua nella luce come fonte di guarigione. Questa frase dolce, semplice, mi ha accompagnata per tutto il mio viaggio in Giappone – il Paese del Sol Levante.
Il mio legame con il Giappone è iniziato vent'anni fa, leggendo libri di autori e di ambientazione giapponese. Con Banana Yoshimoto (Kitchen, N.P.), ho scoperto un Giappone intimo: le sue eroine elaborano il lutto con gesti ordinari – preparare un pasto, camminare in una strada familiare – e questo modo di affrontare la fragilità del quotidiano mi aveva profondamente colpita.
Con Haruki Murakami (Norwegian Wood, Kafka sulla spaggia, 1Q84), sono entrata in un Giappone parallelo, fatto di personaggi solitari e mondi disallineati. Più recentemente, Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi, mi ha ricordato quella tenerezza giapponese del "quasi niente": un minuscolo caffè dove il tempo puòtornare indietro, ma solo se si rispetta scrupolosamente un rituale.
E poi ci sono stati i gatti. Ho una vera passione per loro. Leggendo Un gatto per i giorni difficili di Ishida Syou, ho capito che questo legame non e' solo un'affezione personale agli animali domestici: in Giappone, i gatti portano qualcosa di riparatore, di profondamente umano.
Infine, La Gente della strada dei sogni di Teru Miyamoto e Quello che cerchi è in biblioteca de Michiko Aoyama che raccontano la ricchezza delle vite ordinarie e il calore degli incontri inattesi. Ogni personaggio, con i suoi sogni modesti, mi ha fatto immaginare che il Giappone non si viva soltanto nei templi o nei paesaggi sublimi, ma anche nel brusio discreto dei suoi abitanti.
Così sono partita. Da sola.
Durante queste tre settimane ho visto, ascoltato, assaggiato, camminato, aspettato. Tutto ciò che cercavo era lì: l'equilibrio tra modernità e tradizione, la bellezza del dettaglio, la natura sublimata, i luoghi carichi di storia e spiritualità. Sono stata colpita da un'estetica onnipresente – nell'architettura, nei piatti, negli oggetti. Tutto sembra pensato, allineato, ispirato.
Un viaggio che non si dimentica.
Questo è il mio Giappone – attraverso i luoghi, i libri, le parole e un po' di Sole.
Questo diario si legge come un itinerario. Per seguire il viaggio nell'ordine:
Tokyo → Kyoto → Hiroshima & Miyajima → Naoshima → Takamatsu → Mima → Kobe & Hakone
Ho amato Tokyo fin dal primo momento.